FAQ - UFFICIO RECUPERO CREDITI

UFFICIO RECUPERO CREDITI

 

e-mail:
recuperocrediti.tribunale.siena@giustizia.it

 

MATERIE ED ATTIVITA’ DI COMPETENZA

 

Settore penale
• Recupero dei crediti giudiziari (spese processuali, pene pecuniarie, cassa ammende) derivanti da procedimenti penali;

 

• Emissione provvedimenti di sgravio e sospensione dei carichi a ruolo;

 

• Adempimenti conseguenti ad istanze remissione del debito;

 

• Rilascio delle certificazioni di avvenuto/mancato pagamento delle spese e pene pecuniarie per rilascio passaporto, riabilitazione penale, remissione del debito. Si consiglia di telefonare all’ufficio. Si può altresì inviare richiesta di certificato, alla seguente e-mail: recuperocrediti.tribunale.siena@giustizia.it

 

• Per chiarimenti sulle cartelle esattoriali, è possibile inviare e-mail, unitamente a documentazione e copia di un documento di identità all’indirizzo e-mail sopra indicato: recuperocrediti.tribunale.siena@giustizia.it

 

• Registrazioni dei pagamenti presso Agenzia Entrate- Riscossione

 

• Verifica rateizzazioni disposte dal Magistrato di Sorveglianza

 

Settore civile

 

L’ufficio svolge attività di preparazione della documentazione e redazione della Nota A1 da inviare ad Equitalia Giustizia spa per il recupero del contributo unificato e anticipazioni forfettarie in caso di omesso pagamento o di mancato deposito dell’originale e al monitoraggio della riscossione.

 

COME SI SVOLGE

 

L’Ufficio recupero Crediti del Tribunale di Siena garantisce il servizio di sportello prioritariamente in via telematica. Nell’ottica di tutelare i dati personali e giudiziari dei cittadini, i riscontri telefonici saranno rilasciati solo in caso di accertata impossibilità dell’utente ad inviare una richiesta a mezzo e-mail. L’orario di ricevimento del pubblico, previo appuntamento telefonico, è dal lunedì al venerdì dalle ore 9:00 alle ore 13:00.

 

UFFICIO RECUPERO CREDITI
e-mail: recuperocrediti.tribunale.siena@giustizia.it

 

FAQ
Quali informazioni possono essere date per telefono?
Con tale mezzo, per ragioni di privacy, si possono dare solo informazioni relative alle modalità di pagamento, in quanto gli atti posti a base delle cartelle di pagamento riguardano dati giudiziari e quindi dati sensibili.
Le cartelle di pagamento sono rateizzabili?
Questo ufficio non ha competenza alla rateizzazione degli importi delle cartelle di pagamento. Per le somme relative alle pene pecuniarie (cod. 1E08 – vedi dettaglio degli addebiti) l’interessato può presentare istanza al Magistrato di Sorveglianza competente in base alla sua residenza (per verificare la competenza accedere al sito www.giustizia.it , cliccare su giustizia map, inserire il proprio comune di residenza, cliccare su CERCA e verificare l’ufficio di sorveglianza competente).
Per gli altri importi l’istanza di rateizzazione deve essere indirizzata all’agente della riscossione (Equitalia).
Che fare quando si ottiene una rateizzazione da parte del Magistrato di Sorveglianza?
Se il credito è già iscritto a ruolo (è stata ad esempio ricevuta la cartella di pagamento) l’interessato deve informarsi c/o questo ufficio in merito a quando eseguire il primo pagamento e recarsi nel mese in cui parte la rateizzazione presso l’agente della riscossione (Equitalia) e provvedere al pagamento del dovuto; per i pagamenti successivi può chiedere informazioni c/o l’agente della riscossione.
E’ possibile pagare il dovuto senza attendere la cartella di pagamento?
Si, è possibile procedere al pagamento del dovuto prima della notifica della cartella di pagamento rivolgendosi necessariamente all’ufficio Recupero Crediti che fornirà le istruzioni necessarie a tal fine

 

Che fare se si è ricevuta una cartella di pagamento per un credito già pagato?
In tali casi occorre presentare istanza di sgravio allegando l’originale del mod. F 23 presso l’ufficio. Provvederà l’ufficio allo sgravio della cartella o alla comunicazione ad Equitalia Giustizia per lo sgravio.

 

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e-mail: recuperocrediti.tribunale.siena@giustizia.it

 

Le pene pecuniarie e delle spese processuali sono rateizzabili?
E’ possibile chiedere la rateizzazione del pagamento delle pene pecuniarie al giudice competente, prima dell’emissione del provvedimento di condanna, in presenza di condizioni economiche disagiate. La richiesta può essere proposta depositando nella competente cancelleria penale, apposita istanza motivata e corredata della documentazione che dimostri le disagiate condizioni economiche (es. : dichiarazione dei redditi, certificazione ISE, ecc…).
Successivamente alla condanna, a partire da quando la sentenza diventa definitiva e l’interessato riceve la notifica del debito, sempre in presenza di disagiate condizioni economiche, la richiesta di rateizzazione deve essere rivolta al Magistrato di Sorveglianza del luogo di residenza o di domicilio del richiedente. La competenza a concedere la rateizzazione delle pene pecuniarie (multa e ammenda) è esclusivamente del magistrato. Alla domanda presentata all’ufficio di sorveglianza, va allegata tutta la documentazione idonea a comprovare quanto dichiarato e quanto richiesto. L’interessato può presentare istanza al Magistrato di Sorveglianza competente in base alla sua residenza (per verificare la competenza accedere al sito www.giustizia.it , cliccare su giustizia map, inserire il proprio comune di residenza, cliccare su CERCA e verificare l’ufficio di competenza (articolo 133-ter codice penale ed articolo 660 codice procedura penale).

 

A seguito delle competenze attribuite ad Equitalia S.p.A., le istanze di rateizzazioni riguardanti somme iscritte a ruolo per spese processuali devono essere indirizzate direttamente alle sedi locali dell’Agenzia delle Entrate – Riscossione.
Il debitore in disagiate condizioni economiche, ovvero temporaneamente impossibilitato a pagare in un’unica soluzione le spese processuali, può essere ammesso al beneficio della dilazione e/o rateizzazione del pagamento.
Nell’istanza vanno di norma documentate le condizioni economiche disagiate.
La relativa modulistica, si può reperire presso i singoli agenti della riscossione o sul sito di Equitalia.
In presenza di spese processuali e pene pecuniarie, si ricorda che solo per le prime (spese processuali), si può chiedere la rateizzazione.
Le sanzioni pecuniarie processuali (es.: testimoni non comparsi in udienza e rigetto ricorso in Cassazione con relativa condanna a favore della Cassa Ammende) sono equiparate alle pene pecuniarie, e pertanto non sono rateizzabili.

 

Remissione del debito
Art. 6 D.P.R. 30 maggio 2002 n. 115 Testo Unico in materia di spese di giustizia – art. 106 del D.P.R. 30 giugno 2000, n. 230, Regolamento recante norme sull’ordinamento penitenziario e sulle misure privative e limitative della libertà.
Le persone che sono state condannate anche se non internate e gli internati possono fare richiesta di remissione del debito.
Se l’interessato non è stato detenuto o internato, può essere rimesso il debito per le spese del processo a condizione che:
• si trovi in disagiate condizioni economiche;
• abbia tenuto una regolare condotta in libertà.
Se l’interessato è stato detenuto o internato, può essere rimesso il debito per le spese del processo e per le spese di mantenimento in carcere a condizione che:
• si trova in disagiate condizioni economiche;
• abbia tenuto in istituto una regolare condotta.
La pena espiata in regime alternativo al carcere è equiparata alla pena detentiva.
Attraverso la remissione del debito lo Stato, in presenza di certe condizioni, rinuncia alla riscossione dei crediti nei confronti dei condannati per le spese processuali e di mantenimento in carcere.
La remissione non opera invece su pene pecuniarie (multe e ammende) e sulla condanna alla Cassa Ammende.
La domanda va presentata al Magistrato di Sorveglianza competente e cioè:
se l’interessato è detenuto o internato, al Magistrato di Sorveglianza che ha giurisdizione sull’istituto in cui il soggetto si trova ristretto al momento della richiesta,
se l’interessato è in stato di libertà, al Magistrato di Sorveglianza del luogo di residenza anagrafica o, comunque, del domicilio del richiedente.